Carbonio
Carbonio nel suolo e canna da zucchero: dati dal campo
I dati di campo di Beggio Lorenzo e gli studi sulla bioenergia mostrano perché la gestione conta per la sostenibilità.
- Media delle sei parcelle
- 38,7 t C/ha
- Media aritmetica semplice
- Stock massimo presentato
- 46,5 t C/ha
- Parcella 18-D BA
- Strato analizzato
- 0–30 cm
- Carbonio immagazzinato nel suolo
La canna da zucchero può far parte di un’agricoltura che conserva il carbonio del suolo e contribuisce alla transizione energetica. Per valutarne il potenziale occorre considerare gestione, risultati misurati ed emissioni dell’intera filiera. In Beggio Lorenzo, i dati delle parcelle della Fazenda 10B offrono un esempio concreto per questa discussione.
L’associazione automatica tra coltivazione della canna e distruzione del suolo merita di essere esaminata alla luce di queste evidenze. Una sola coltura non indica, di per sé, quanto carbonio il suolo immagazzini o come lo stock cambi. Il modo in cui si gestisce la produzione fa la differenza.
Quanto carbonio contiene il suolo delle parcelle esaminate?
La tabella e il grafico della Fazenda 10B, nel Projeto Cultura do Campo, riportano stock da 28,7 a 46,5 tonnellate di carbonio per ettaro nello strato di 0–30 centimetri. Secondo la caratterizzazione fornita da Beggio, si tratta di un Argissolo eutrófico nella classificazione brasiliana, con il 16–20% di argilla. La media aritmetica dei sei valori è 38,7 t C/ha. Il calcolo descrive le parcelle presentate, non una media dell’intera azienda ponderata per superficie. [1]
La parcella 18-D BA registra 46,5 t C/ha e la 15-A BA, 45,8 t C/ha. Sono valori numericamente vicini alle circa 50 t C/ha stimate da MapBiomas per il suolo sotto formazioni forestali del bioma amazzonico, alla stessa profondità. Il valore massimo è circa il 7% inferiore al riferimento; la media delle sei parcelle è circa il 23% inferiore. Rispetto alle circa 40 t C/ha dei pascoli amazzonici, la media delle parcelle è inferiore di circa il 3%. [1, 2]
Il carbonio presente nel suolo
Stock in tonnellate di carbonio per ettaro, nello strato 0–30 cm. Tutte le barre usano la stessa scala, da 0 a 60 t C/ha.
Parcelle della Fazenda 10B
Dati forniti da Beggio Lorenzo
Riferimenti amazzonici
MapBiomas · stime del 2021 pubblicate nel 2023
Parcelle locali e medie regionali hanno ambiti diversi. Il confronto è descrittivo e non controlla le differenze di suolo e metodo.
48 t C/ha è la media complessiva del bioma. Formazioni forestali: circa 50 t C/ha; pascoli: circa 40 t C/ha. Questi valori non rappresentano il carbonio totale di una foresta.
Visualizza i dati in tabella
| Parcella o riferimento | Stock |
|---|---|
| 15-A BA | 45,8 |
| 16-B BA | 36,0 |
| 17-C BA | 28,7 |
| 18-D BA | 46,5 |
| 20-F BA | 32,5 |
| 21-G BA | 42,6 |
| Media semplice delle sei parcelle | 38,7 |
| Bioma Amazzonia · media complessiva | 48 |
| Formazioni forestali | ≈ 50 |
| Pascoli | ≈ 40 |
Il riferimento dei pascoli è la media di queste aree nel bioma amazzonico. Le 48 t C/ha rappresentano invece la media generale del bioma. Nessuno di questi numeri identifica esclusivamente foreste intatte. Il confronto è contestuale: accosta parcelle locali e stime regionali senza controllare differenze di suolo e metodo. La vicinanza numerica in questo strato non dimostra equivalenza tra una coltivazione di canna e un intero ecosistema forestale. [2]
Gestione della canna, assorbimento di carbonio e bioenergia
La gestione offre possibilità di conservare carbonio. In un esperimento di 14 anni a Linhares, Espírito Santo, in Brasile, i ricercatori hanno osservato più carbonio nel suolo sotto canna raccolta senza bruciatura, mantenendo i residui, rispetto al sistema con bruciatura. Entrambi i trattamenti hanno perso parte del carbonio proveniente dalla vegetazione precedente, ma la canna non bruciata ne ha conservato di più. Le scelte produttive modificano quindi le prestazioni del sistema. [3]
Occorre distinguere assorbimento e immagazzinamento. Crescendo, la canna sottrae CO₂ all’atmosfera, ma parte del carbonio ritorna attraverso decomposizione, fermentazione e uso energetico della biomassa. L’assorbimento durante il ciclo non equivale da solo a una rimozione permanente. Per dimostrare il mantenimento o l’aumento del carbonio nel suolo servono misure confrontabili nel tempo. I dati della Fazenda 10B descrivono gli stock dichiarati nelle parcelle, non un tasso annuo di sequestro.
Il contributo climatico dell’etanolo si valuta lungo il ciclo di vita. Uno studio pubblicato nel 2023, basato sui dati di 67 impianti brasiliani, ha stimato emissioni inferiori del 62% rispetto alla benzina di riferimento negli Stati Uniti. Lo scenario considera etanolo prodotto in Brasile e utilizzato negli Stati Uniti, escludendo gli effetti dei cambiamenti d’uso del suolo. La percentuale riguarda quello studio settoriale, non l’attività di Beggio Lorenzo. [4]
Queste evidenze sostengono una difesa fondata della bioenergia: il settore dispone di pratiche che possono conservare più carbonio nel suolo e di filiere energetiche capaci di ridurre le emissioni rispetto ai combustibili fossili. I risultati dipendono dalla gestione, dalla storia dell’area e dalle condizioni produttive.
Produrre e prendersi cura del suolo come impegno gestionale
I numeri di Beggio Lorenzo aggiungono esperienza di campo al dibattito. Alcune parcelle di canna mostrano stock vicini al riferimento dei suoli sotto formazioni forestali amazzoniche; altre presentano valori inferiori. Conoscere questa variabilità aiuta a individuare opportunità di miglioramento e seguire la risposta del suolo alle decisioni gestionali.
È questa l’agricoltura che sostengo: una produzione che misura i risultati e usa le conoscenze per migliorare. Il carbonio è un indicatore rilevante, insieme a struttura del suolo, erosione, acqua e attività biologica. Conservare le foreste resta essenziale, mentre le aree agricole hanno un proprio contributo da offrire. Mostrarlo con dati aiuta a comprendere meglio la coltivazione della canna da zucchero.
Fonti
1. Projeto Cultura do Campo — Fazenda 10B. Analisi del carbonio e grafico comparativo per 0–30 cm forniti da Beggio Lorenzo. Valori delle sei parcelle: 45,8; 36,0; 28,7; 46,5; 32,5; 42,6 t C/ha. Caratterizzazione del suolo comunicata da Giuliano Beggio.